L'Unione europea sta valutando la possibilità di costituire scorte di fertilizzanti di emergenza per minimizzare i rischi di interruzione della campagna di semina a causa del rapido aumento dei prezzi. Il relativo piano d'azione è stato presentato dalla Commissione europea martedì 19 maggio e prevede una serie di misure per stabilizzare il settore agricolo.
La principale fonte di preoccupazione a Bruxelles è l'aggravarsi della situazione internazionale, in particolare la guerra tra Stati Uniti e Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz. Attraverso questa via strategica transitava in precedenza circa un terzo del mercato mondiale dei fertilizzanti. Data l'elevata dipendenza dell'UE dalle importazioni, un forte aumento del prezzo delle materie prime potrebbe colpire non solo gli agricoltori, ma anche causare un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari per i consumatori.
Nell'ambito delle misure anticrisi, la Commissione europea propone di aumentare i finanziamenti per una riserva speciale di emergenza a sostegno dell'agricoltura. La spesa totale per questi scopi sarà effettuata nell'ambito della Politica agricola comune (PAC) dell'UE, il cui bilancio ammonta a 387 miliardi di euro. Inoltre, gli Stati membri dell'UE prevedono di introdurre pagamenti diretti a breve termine per gli agricoltori. Questo sostegno finanziario dovrebbe incoraggiare gli agricoltori a passare a tipologie alternative di fertilizzanti e a ridurre la dipendenza dai prodotti importati.
Tra le alternative proposte, particolare attenzione è rivolta ai biofertilizzanti, in particolare al letame bovino trattato, che può sostituire parzialmente i fertilizzanti minerali. Si sta valutando anche l'utilizzo del digestato, un sottoprodotto della produzione di biogas. Attualmente, il suo impiego è limitato dalle normative ambientali sulle emissioni di azoto, ma in caso di crisi tali norme potrebbero essere riviste, nonostante le obiezioni delle organizzazioni ambientaliste.
Oltre a incentivare soluzioni alternative, la Commissione europea prevede di creare e ricostituire le riserve strategiche di fertilizzanti minerali. Ciò dovrebbe avvenire attraverso un meccanismo di acquisti centralizzati congiunti, che dovrebbe aumentare la stabilità del mercato e ridurre i rischi di carenze future.
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